Il Dig-Out™

L’espressione Dig-Out™ – il cui significato letterale è “portare alla luce”– è stata coniata per sottolineare una sostanziale differenza dalle classiche cene con delitto.

Le classiche cene con delitto sono caratterizzate, nella maggior parte dei casi, da un impianto essenzialmente teatrale, in cui grande risalto viene dato all’aspetto rappresentativo e scenografico, a discapito dell’interazione con il pubblico e dell’elemento ludico.

La Cena con delitto DIG-OUT™ privilegia, invece, una meccanica fortemente interattiva, grazie all’equilibrata commistione tra gli elementi imprescindibili del gioco di ruolo, del teatro e del giallo deduttivo.

La complessità della storia garantisce al singolo personaggio/indiziato, in cui l’attore si identifica, una forte caratterizzazione e un solido intreccio di legami con gli altri indiziati e la vittima.

L’indiziato assume un duplice ruolo: quello di attore teatrale nelle scene in cui è chiamato a imparare a memoria le battute; quello di “giocatore di ruolo” quando si trova a dover interloquire direttamente con le squadre che investigano (in questo caso egli fa proprio” il personaggio assegnato, acquisendone comportamenti, ricordi e sentimenti).

Questo è il cuore del DIG-OUT™: gli investigatori, proprio come in un’indagine nella vita reale, all’inizio del gioco hanno a disposizione alcuni elementi indiziari su cui riflettere per poter porre tutte le domande, liberamente, a ciascun indiziato. Grazie alle testimonianze raccolte e al confronto continuo tra i membri del gruppo, gli investigatori, ricorrendo al metodo logico-deduttivo tipico della narrativa di genere, formulano ipotesi e tentano di ricostruire gli accadimenti del delitto.

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